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Comunicati stampa 2014

Rinnovato il CCNL della ceramica per il triennio 2014 – 2016
"Senso di responsabilità e convinzione dell'importanza di firmare un'ipotesi di accordo unitario con la nostra controparte sindacale ci ha portato a rinnovare il CCNL del settore ceramico a un livello economico che rappresenta molto più del recupero del potere di acquisto per i lavoratori delle nostre imprese" afferma Enzo Mularoni, presidente della delegazione di Confindustria Ceramica.

L'aumento concordato di 112 Euro mensili sui minimi vale infatti a regime un incremento del 6,7%, di molto superiore all'inflazione prevista per il prossimo triennio - intorno al 4%. Altri rilevanti punti dell'accordo hanno riguardato:
- l'aumento dello 0,1% della previdenza integrativa per i comparti delle piastrelle e dei refrattari
- un'apprezzata attenzione nella definizione dei "montanti" (ovvero della somma degli incrementi di retribuzione nel periodo contrattuale) inferiore per tutti i comparti a quelli del rinnovo precedente, in particolare per settori più colpiti dalla crisi quali la ceramica sanitaria, la stoviglieria e i refrattari;
- l'introduzione di un apposito strumento per dare maggiore certezza applicativa e reciproca esigibilità alle previsioni contrattuali.

Per quanto il lavoro svolto sui montanti possa ragionevolmente contribuire a rendere più sostenibili gli aumenti di costo in una fase ancora difficile per molte aziende, resta forte la preoccupazione costantemente espressa dalla delegazione di Confindustria Ceramica durante la trattativa per gli aggravi di costo che derivano dal citato aumento dei minimi concordati per le imprese di un settore che:
- ha nel 95% delle proprie imprese una contrattazione aziendale e una retribuzione di secondo livello significativamente superiore a quella di altri comparti industriali;
- e' fortemente esposto alla concorrenza internazionale e risente nella sua competitività di forti e crescenti penalizzazioni in molti fattori, come per il costo dell'energia ha recentemente certificato uno studio della Commissione UE;
- ha subito una continua erosione della produttività rispetto ai livelli pre-crisi e anche nei confronti del principale concorrente europeo (la produttività spagnola nel settore delle piastrelle supera i 28 mila m2/anno per addetto, mentre quella italiana e' scesa a 17.200).

"Esistono degli obiettivi limiti nell'attuale struttura della contrattazione, che sono emersi in questi molti mesi di negoziazione e che non permettono di affrontare nel loro insieme la sostanza dei problemi del settore e della realtà operativa delle nostre imprese" osserva Mularoni. "Ciò richiede a nostro avviso un profondo ripensamento generale delle regole e degli obiettivi del sistema di contrattazione tra il livello nazionale e quello aziendale, che non è ulteriormente rinviabile"

Ufficio Stampa Confindustria Ceramica - 19 marzo 2014